18 novembre 2015

Grafene: una nuova rivoluzione industriale?

insegna con scritto manchester casa del grafene
(by Duncan Hull)
Il grafene sarà il materiale del futuro, tanto da portarci ad una nuova rivoluzione industriale? Ecco cos'è: per cosa lo useremo e per cosa lo stiamo già usando.


Se fino ad oggi questo materiale non veniva considerato molto efficace nell'assorbire la luce, ora si scopre che invece è vero il contrario. E questa è solo una delle tante fantastiche caratteristiche del grafene.


Durante un esperimento, condotto da alcuni ricercatori dell'École Polytechnique Fédérale di Losanna, si è ottenuto un livello di conversione di energia solare in energia elettrica tra il 32 e il 60% superiore a quello medio solitamente ottenuto nei laboratori.
Tutto ciò, se trasferito ai processi industriali, nel corso del tempo significherà avere dei pannelli fotovoltaici molto più efficienti dal punto di vista energetico. 
E questo risultato è possibile grazie al grafene. Proprio a causa sua, ogni singolo fotone eccita due elettroni, con un effetto a cascata che permette di convertire luce in corrente elettrica con un a resa molto più alta e interessante rispetto alle celle solari usate fin'ora.

conferenza stampa del premio nobel 2010 con i due scopritori del grafene
I due scopritori del grafene (sulla destra) alla conferenza stampa del Premio Nobel 2010
(by Holger Motzkau, Wikipedia/Wikimedia Commons cc-by-sa-3.0. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Commons)


COSA CI FACCIAMO CON IL GRAFENE?

Le particolari proprietà di questo materiale ne fanno un elemento indispensabile per la ricerca, e la sua facile riproducibilità industriale lo rende un elemento ottime ed econimico per una vastissima gamma di servizi e applicazioni: nell'ambito dell'hi-tech si possono immaginare connessioni internet con banda extra-larga o a mini pc con potenze enormi, dell'ordine dei TeraByte. E poi ancora si può pensare a fotocamere ad altissima risoluzione o al wereable (l'alta tecnologia indossabile). E perché non pensare di utilizzarlo anche per la costruzione di muscoli artificiali o per lo smaltimento dei rifiuti tossici o, come già detto, per progettare celle solari super efficienti.
Il grafene inoltre pesa una piccolissima frazione del rame e della fibra di carbonio. Per questo può essere utilizzato per costruire automobili più leggere (sostituendone gli impianti elettrici attuali  con altri fatti con fili di grafene). Ed è gia in uso in alcune vernici impermeabili,  per  la realizzazione di altoparlanti flessibili come fogli di carta, e in ambito sportivo, nella costruzione di ruote da bicicletta e racchette da tennis molto più leggere

Struttura atomica di un foglio di grafene
struttura atomica di un foglio di grafene
(by AlexanderAlUS - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Commons)


SCOPRIAMO IL GRAFENE


Sono due ricercatori Università di Manchester (Andre Geim e Konstantin Novoselov) che nel 2004, durante un esperimento su di un cristallo di grafite, riescono ad isolare una foglia di grafene, costituita da un singolo strato stabile e regolare di atomi di carbonio: per ottenere un reticolo spesso un millimetro servono tre milioni di fogli. Eppure uno solo di questi fogli ha una resistenza pari a quella del diamante, circa cento volte più dell'acciaio e sei volte più elastico.
Grazie a questa scoperta, nel 2010, i due fisici ottennero il premio Nobel.
Questo microfilm di grafene viene ormai definito come la "plastica del futuro", o "materiale delle meraviglie". In tanti infatti credono che questo sia la chiave per una prossima rivoluzione industriale: per prima la Commissione Europea che nel 2013 ha stanziato, attraverso un bando, 1 miliardo di euro, diviso in 10 anni, per finanziare la ricerca scientifica su questo materiale. E pubblico e privato si fanno concorrenza nella gara ai brevetti sul grafene. Una delle aziende che più punta la sua ricerca futura su questo elemento è Samsung che ha già depositato centinaia di brevetti dimostrando di avere una visione ben precisa su quelli che saranno i gadgets tecnologici del futuro, come mostrato anche nel video qui sotto. 



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