Nuovi studi potrebbero spostare indietro la comparsa della vita sulla Terra di circa 300 milioni di anni.
Circa 4,5 miliardi di anni fa si formò il nostro pianeta, la Terra. All'inizio doveva essere una sfera infernale, sulla cui superficie le condizioni risultavano proibitive per la comparsa di una qualsiasi forma vivente. Circa un miliardo di anni dopo, cambiate le condizioni climatiche, comparvero i primi esseri viventi. Questo è più o meno il riassunto di quello che si è creduto fino a poco tempo fa.
Per la precisione fino a quando alcuni ricercatori dell'Università della California e della Stanford University hanno scoperto tracce di un accumulo di carbonio, probabilmente di origine biologica, all'interno di uno dei 10 mila zirconi analizzati a Jack Hills (Australia Occidentale). Questa pietra risalirebbe al periodo Adeano (da Ade, re degli inferi), cioè a circa 4,1 milliardi di anni fa, e porterebbe indietro la data della comparsa della vita sulla Terra di 300 milioni di anni.
Per la precisione fino a quando alcuni ricercatori dell'Università della California e della Stanford University hanno scoperto tracce di un accumulo di carbonio, probabilmente di origine biologica, all'interno di uno dei 10 mila zirconi analizzati a Jack Hills (Australia Occidentale). Questa pietra risalirebbe al periodo Adeano (da Ade, re degli inferi), cioè a circa 4,1 milliardi di anni fa, e porterebbe indietro la data della comparsa della vita sulla Terra di 300 milioni di anni.
Gli zirconi sono dei minerali che si comportano un po' come delle capsule del tempo: quando si formano possono inglobare elementi e particelle, conservandoli e permettendoci di ricavare importanti informazioni sulle condizioni ambientali esistenti nel passato remoto del nostro pianeta. All'interno di uno di quelli studiati, sono state trovate due piccole inclusioni scure di grafite. Analizzatele, quello che ha colpito maggiormente gli scienziati è stato il soprendente rapporto tra C-12 e C-13 (due isotopi del carbonio): l'abbondanza del primo era troppo elevata, segno indicativo della presenza di materiale organico in quanto alcuni enzimi cellulari fissano di preferenza quell'isotopo, mentre faticano a fare altrettanto con il secondo. Questo strano rapporto tra isotopi però potrebbe derivare da materiale non biologico anche se, secondo gli autori, un tale processo, in ambiente inorganico, sarebbe altamente improbabile e complicato.
Se la presenza di tracce di vita negli zirconi verrà confermata, secondo T. Mark Harrison (uno degli autori dello studio) sarà chiaro che: "la Terra primordiale non era un pianeta infernale, asciutto e bollente; probabilmente per molti aspetti era molto più simile a oggi di quanto si pensasse. La vita sulla Terra può essere iniziata quasi istantaneamente: con gli ingredienti giusti, la vita sembra svilupparsi molto rapidamente". Per ora, quinidi, la migliore conferma dell'origine microbiologica sarebbe la scoperta di altre inclusioni dello stesso tipo in zirconi altrettanto antichi.
Se la presenza di tracce di vita negli zirconi verrà confermata, secondo T. Mark Harrison (uno degli autori dello studio) sarà chiaro che: "la Terra primordiale non era un pianeta infernale, asciutto e bollente; probabilmente per molti aspetti era molto più simile a oggi di quanto si pensasse. La vita sulla Terra può essere iniziata quasi istantaneamente: con gli ingredienti giusti, la vita sembra svilupparsi molto rapidamente". Per ora, quinidi, la migliore conferma dell'origine microbiologica sarebbe la scoperta di altre inclusioni dello stesso tipo in zirconi altrettanto antichi.


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